Un grido si alza dal Mediterraneo: “Salviamo la posidonia oceanica!”

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Rischia di scomparire la Posidonia oceanica, culla di numerose specie animali e arma vincente contro la co2

Lo sapevate che la posidonia (Posidonia oceanica) forma nel Mediterraneo delle vere e proprie praterie subacquee, scrigni di vita per variegatissime specie animali? Lo sapevate che secondo alcuni studi le praterie di posidonia assorbono circa 25 milioni di tonnelate di carbonio che equivalgono a circa 90 milioni di tonnellate di CO2, lo stesso di una grande foresta tropicale? Lo sapevate che la posidonia potrebbe scomparire nell’arco di tre anni dall’arcipelago delle Baleari?

È quanto affermano e denunciano il biologo marino Manu San Felix e il dottor Carlos Duarte, in occasione di un’importante manifestazione tenutasi il 15 agosto a San Francesc, capoluogo di Formentera. Il problema verrebbe dalla massiccia presenza di barche e yachts nelle baie delle Baleari (zona particolarmente ricca di praterie a posidonia), che con le ancore strappano via letteralmente migliaia di individui ogni giorno.
Il ruolo biologico di questa pianta marina è fondamentale per l’habitat marino tanto che la posidonia è stata dichiarata, nel 1999, patrimonio dell’umanità oltre ad essere specie definita come habitat prioritario dalla direttiva 92/43/CE, quindi luogo prioritario di rara importanza ambientale.
Ma non è tutto. Le foglie morte che arrivano a riva, trasportate dalle onde, vanno ad agire come naturale barriera contro l’erosione dovuta dall’andirivieni delle onde, conservando così spiagge e dune.
Secondo San Felix: “Se la gente sapesse che cosa c’è in fondo all’acqua non getterebbe l’ancora”. Siamo convinti che sia importante comunicare e rendere noto il tesoro che si nasconde nei fondali delle Baleari, in modo tale che, da parte di tutti, sorga un’attenzione particolare per proteggere una delle specie più importanti di tutto il Mare Nostrum.

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